martedì, 28 luglio 2009
Si distese su di un'amaca intessuta nei fili cotti della disillusione, lasciandosi cullare dall'onda rassegnata di un'altra estate fitta di venerdì.
giovedì, 19 febbraio 2009
Forse l'uomo è fatto per stare da solo: a guardarsi spettacoli come questo, la colata di edifici bianchi come dentini di bambini che parte da qui, dalle rocce nere del vulcano fino alle curve morbide delle Isole di fronte a napoli, tinte di un riflesso color lillà nella luce fioca e sbieca del mattino di febbraio
Ma forse l'uomo non è fatto per stare da solo: che un orizzonte così sarebbe più rotondo se lo abbracciassero due paja d'occhi.
Non lo so, non lo so più.
giovedì, 12 febbraio 2009
I binari ferroviari, i tanti pendolari, i viaggiatori precari, il freddo tagliente, le straniere telefonate, le pensiline arruffate. Le scale sporcacciate, le valigge abbandonate, le voci concitate.
Gli altoparlanti affannati, gli africani infreddoliti, le grasse ucraine, le voci piccoline.
Gli annunci sussurrati, i treni pitturati, i convogli ammaccati, i viaggiatori incalliti. I binari ferroviari, le linee parallele, i giornali spiegazzati, le macchinette bloccate.
I parcheggi prepagati, gli africani smarriti, gli occhi preoccupati, le ragazze addobbate, gli anziani rassegnati.
I binari ferroviari, le rette parallele, gli orizzonti arrotolati, i pensieri congelati, i capotreni avvizziti, gli annunci ripetuti, il freddo che s'incaglia, i muscoli piegati, il cielo ritrovato, i rottami ferrosi, gli studenti numerosi, i baristi biliosi.
I binari ferroviari, i cuori temerari.
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