lunedì, 30 giugno 2008
A giugno la mattina presto non è alba. L'alba è già archiviata anche per oggi, anche se è mattina presto, e il metallo petrolchimico mi sguazza tra i panorami devastati dalle rotoballe. Dopo settimane d'acqua che più acqua non si può, torme d'agricoli domenicali s'aggirano a bordo di stupefacenti macchine trattrici con l'aria condizionata, rovistando con rebbi elettrici nelle fienagioni.
I campi di grano rosseggiano, dove l'intemperia li ha piegati, staffilati di gocce grosse come un pugno: avranno ancora da sobbollire per una o due settimane, prima che i carri falcati li emendino dal loro arduo sopravvivere.
Sull'autostrada grosse gabbie automobili sono incastrate l'una all'altra, mentre impiegati di terzo livello provenienti da misconosciute province lombarde vedono procrastinate le loro vacanze per almeno altre due mezz'ore.
Sul display lampeggiano glifi. Solo dopo attenta analisi scopriremo che sono lettere, che sono parole, perlomeno quelle. Non certo i suoni disarticolati di buffi conduttori radiofonici, intenti a compiere il miracolo di farcire di nulla il vuoto spinto.
Però oggi una nuova l'abbiamo imparata: Zero Killed. Ce ne vanteremo sussiegosi, per far colpo sulle ragazze ferme con le biciclette nei pressi dei chioschi delle granite, formidabili nelle loro gonnelline e nelle loro canottierine, e nei loro motorini e nei loro cellulari, e nei loro occhiali da mosca bianca.
Quando il profumo dei tigli diventa un balsamo, quando l'aria diventa grossa come sacchi di juta bagnati di paraffina.
Quando ti è più naturale chiederti allora quando, se non ora.
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08:20 dove si dipingono
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