sabato, 22 novembre 2008
C'è sole giallo, colore delle zucche barucche, e vento forte che porta giù il gelo dalle cosce delle walchirie.
Sempre troppo bionde e troppo alte, comunque, per noi villanoviani abituati a guardare in basso.
Dove i piedi calpestano i tuberi e le propaggini d'ombre deformi di giganti briganti.
lunedì, 14 luglio 2008
Fa burrasca. L'ultravioletto si stinge ai confini del visibile, apparecchiando nenie cangianti sull'orlo del mare ricamato dai perfidi e tonanti cavalloni. I riccioli di tonnellate d'acqua ribollente scuotono lo stomaco anche da qui, espellendo l'aria consumata dalla notte implume.
Sono molte e tante le nuvole conficcate agli angoli del cielo come cenci d'abito, molto usati: sbrindellati come vessilli molto guerreggiati. Deve ancora sorgere, e già stinge le frappe d'arancio, e giallo, e i cuori cremisi, e gli orli ancora blè. Più in ombra restano balle di cotone macò, bianche da far ridere lì appese a niente.
Come noi.
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