giovedì, 02 aprile 2009
Marzo è come la più laida baldracca. Si veste in redingote luminosa, bianca di trine e macramè e t'abbaglia con i suoi giorni di luce, quando è così bello da offenderti gli occhi.
E nasconde bene sotto un'oncia di profumo di loglietto tagliato di fresco, di camomilla e tenere foglie di basilico il suo brutto cuore falso e mercenario, pronto a rifilarti una giornata di novembre quando ti aspetteresti una brezza asciutta e setosa.
Ti respira sul collo il suo fiato umido, appena ritoccato da caramelle alla menta, mentre ti sussurra nell'orecchio menzogne roride di pioggia come la notte di San Giacomo, appena spolverata di polvere di liquirizia.
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