lunedì, 19 gennaio 2009
E' una nebbia cotonosa, pallida e insipida. Non quelle belle nebbie che t'azzoppano e ti fanno sentire smarrito, affogato in un bianco onirico e stupito, quasi una gigantesca spugna intinta nella biacca a coprire le gibbosità del mondo.
I piccoli fari rossi posteriori dei veicoli ventriloqui sembrano gli occhi inditruttibili dei film di fantascienza americani degli anni novanta, quando nerboruti impiegati delle multinazionali si improvvisavano eroi alle termopili, per salvare ragazze di bellezza sfacciata e irreale.
Va avanti ancora, affondando nella schiuma birrosa sospesa a mezz'aria come la mano nell'impasto del pane crudo, gonfio di lieviti.
domenica, 23 novembre 2008
Il vento ha spazzolato via dalla schiena di colline che da grandi vogliono da fare le montagne mucchi di nembi cirriformi, stracciandoli come coriandoli di quelli di una volta.
E' restata un luce che vien giù di traverso, netta come una lama di coltello d'acciaio temprato: quando ti scivola via scalcandoti un etto di carne viva dal palmo della mano, e ti accorgi del taglio solo dopo ch'è più la sorpresa che il dolore.
La luce oggi è così fitta e densa da ottenebrare, impegnata com'è a tirare le ombre per il lungo, come le giornate che non vogliono finire.
Cola dalla finestra vecchia di mill'anni, sembra miele appena sfavato.
Si passa le dita tra i capelli, oggi molto più grigi di ieri.
[on air: Tom Waits, Cold Water]
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20:46 dove si dipingono luce
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