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lunedì, 11 maggio 2009
 

In cui si commuove, anche se solo un po'

Nel mezzo della notte sabbiosa di mezzomaggio, li guarda dormire. Sono morbidi come cuscini appoggiati su ucchietti di cuscini.
Lei ha i capelli gialli scarmigliati che scendono davanti al volto, celandolo: nel bujo appare solo un lembo di pelle rosa e setosa, leggermente arrossata. Il resto è aggomitolato, sembra un gatto stanco di una giornata intera di capriole. Ha il respiro affannato: la primavera l'opprime di pollini e di sbalzi di temperatura.
Quando le passa una mano sugli occhi si gira appena, a prendersi tutta la carezza. Poi si gira, con la flessibilità curvilinea di un serpente.
Lui ha calciato via le coperte: è accaldato da sogni faticosi. Lo copre con il lenzuolino, sfiorando la bocca tumida e i capelli della nuca sudati. E' piccolo, i pidi finiti prima della metà del letto giapponese.
Sussurra qualcosa, si china ad ascoltare: le parole sono mangiate via dal sonno. Restano impigliate tra i denti poche sillabe sul mulino e sulla Strega Pentolina.

Lascia la stanza, girandosi indietro ancora una volta, a forbire gli aromi di una notte ancora bambina.

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venerdì, 21 novembre 2008
 

In cui l'orecchiocchio



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