lunedì, 11 maggio 2009
Nel mezzo della notte sabbiosa di mezzomaggio, li guarda dormire. Sono morbidi come cuscini appoggiati su ucchietti di cuscini.
Lei ha i capelli gialli scarmigliati che scendono davanti al volto, celandolo: nel bujo appare solo un lembo di pelle rosa e setosa, leggermente arrossata. Il resto è aggomitolato, sembra un gatto stanco di una giornata intera di capriole. Ha il respiro affannato: la primavera l'opprime di pollini e di sbalzi di temperatura.
Quando le passa una mano sugli occhi si gira appena, a prendersi tutta la carezza. Poi si gira, con la flessibilità curvilinea di un serpente.
Lui ha calciato via le coperte: è accaldato da sogni faticosi. Lo copre con il lenzuolino, sfiorando la bocca tumida e i capelli della nuca sudati. E' piccolo, i pidi finiti prima della metà del letto giapponese.
Sussurra qualcosa, si china ad ascoltare: le parole sono mangiate via dal sonno. Restano impigliate tra i denti poche sillabe sul mulino e sulla Strega Pentolina.
Lascia la stanza, girandosi indietro ancora una volta, a forbire gli aromi di una notte ancora bambina.
giovedì, 02 aprile 2009
Marzo è come la più laida baldracca. Si veste in redingote luminosa, bianca di trine e macramè e t'abbaglia con i suoi giorni di luce, quando è così bello da offenderti gli occhi.
E nasconde bene sotto un'oncia di profumo di loglietto tagliato di fresco, di camomilla e tenere foglie di basilico il suo brutto cuore falso e mercenario, pronto a rifilarti una giornata di novembre quando ti aspetteresti una brezza asciutta e setosa.
Ti respira sul collo il suo fiato umido, appena ritoccato da caramelle alla menta, mentre ti sussurra nell'orecchio menzogne roride di pioggia come la notte di San Giacomo, appena spolverata di polvere di liquirizia.
giovedì, 26 febbraio 2009
I tasti della tastiera sembrano caramelle gommose alla liquerizia, sotto le dita.
Li premo e si deformano accogliendo i polpastrelli in un amplesso infido.
Lasciano tracce appiccicaticce che in qualche modo rassomigliano al tentativo di dire le cose: magari con la bocca piena di sciroppo d'acero.
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