Di colpo il catino rovesciato sulle piane terracquee si rovescia, con un clangore di fogli di rame vergine. Le luci notturne della città notturna si spezzano in rivoli tremuli, oleose nei riflessi lucidi e levigati.
Di colpo dal tuo archivio risorgono petulanti invenzioni, quelle che avevi messo via in fretta e senza segnare i nomi sui cartoni chiusi con robusto nastro adesivo. Ascolti i sauri carnivori riemergere dalle ere geologiche e tuffarsi nelle parti molli, cercando le carni vive e dense d'umori.
Di colpo, l'orizzonte assume una pendenza cangiante, dal retrogusto vagamente tragico.
Solo il mattino dopo risentirai ad un lesto annusare quel ricordo di erbe medicamentose e gres rosso bagnato di fresco.