Ricorda quando da piccolo si addormentava al suono della ruota dove il criceto correva la sua corsa senza fine, senza meta a senza partenze.
La vita girattorno curiosamente avvinghiata a meccanismi così oliati da non provocare nessuno scricchiolio. Solo un sordo rimbombo quando i manovellissimi d'acciaio temperato racciungono i tamponi di fine corsa. tabum.
tabum.
Sono questi i giorni in cui osserva fiori chinare il capo, torbidi di attese senza futuro, che falta solo il momento di essere recisi.
Gira, e introduce il viandante nel tempo di contare i sopravvissuti, mentre i nuovi ancora non hanno spuntato i dentini.