approssimazioni
abbastanza
acquerelli
acrilici
alì babà
alghe
alternative
amen
amore
ancora
antiquariato
aria
autunno
azzuro
baci
bassezze
basta
bellezza
bianco
bici
bimbi
binari
buonasera
cadute
calcetto
calendari
calendimaggio
calvinismo
candeline
caramelle
carta
cavalragni
cervelli
circoli
civiltà
cocacola
cognac
continenza
coraggio
cosce
cravatte
datteri
diplodochi
dolore
dubbi
eco
elefanti
epidemie
errori
estate
euri
fagiuoli
fegato
felicità
fidanzate
fiori
forbice
foto
frigoriferi
fucili
ghiaccio
golfo
gres rosso
infinito
interrogativi
inverno
io
italiano
lagne
laterizi
lattine
lemmi
lessico
liquerizia
luce
lupi
malcontento
manna
marzo
maschi
mele
merda
miraggi
mondo
morbi
nebbia
neve
niente
notte
no
occhi
ok
omicidi
omini
orizzonti
paesaggi
panico
paradiso
parole
patate
peccati
pelle
pensierini
perchè
periferie
pesci
pietre
pixel
plancton
prove
pudenda
puttane
rabbia
remigini
rodomonte
rognone
ruggine
rumore
sangue
sasso
sauri
se fossi
sogni
solitudine
sporco
stanchezza
sushi
tatuaggi
tecnologia
tegole
temperanza
tepore
terzismo
toscano
treni
unghie
unni
uova
veleno
vento
verità
vestiti
viaggi
vimpelle
vini
viola
visigoti
vivere
vulcani
walchirie
zagare
zitto





mercoledì, 03 dicembre 2008
 

In cui non sopporta più niente

Già trova parecchio fastidioso l'assunto che basta mettere due lunghe cosce e due zucche potruse nell'aere, dovessero anche appartenere a silfide non più minore da poco con ancor ail labbro superiore umettato di peluria, per avere il suo cervello esanime tra le mani.
Ma lo spettacolo del cinquantenne che, mano in tasca e passo molleggiato, sorriso ferrigno e ciuffo ravviato, approccia la suddetta con fare maffone e si avvicina alla olavà olaspacca, che alla più peggio mi dice di no, è oltre il limite di ogni sopportazione.
ed anche per oggi si rifugia in una fuga che ha più l'aspetto di una disfatta per lo stolido genere maschile.

promuovo una definitiva liberazione dalla schiavitù della glandola mammaria.

stai leggendo il post delle 22:11 dove si dipingono maschi, cosce