mercoledì, 03 dicembre 2008
Già trova parecchio fastidioso l'assunto che basta mettere due lunghe cosce e due zucche potruse nell'aere, dovessero anche appartenere a silfide non più minore da poco con ancor ail labbro superiore umettato di peluria, per avere il suo cervello esanime tra le mani.
Ma lo spettacolo del cinquantenne che, mano in tasca e passo molleggiato, sorriso ferrigno e ciuffo ravviato, approccia la suddetta con fare maffone e si avvicina alla olavà olaspacca, che alla più peggio mi dice di no, è oltre il limite di ogni sopportazione.
ed anche per oggi si rifugia in una fuga che ha più l'aspetto di una disfatta per lo stolido genere maschile.
promuovo una definitiva liberazione dalla schiavitù della glandola mammaria.