lunedì, 04 maggio 2009
Li guarda sotto il sole color chiaro dell'uovo correre di qua e di là, riflettendosi nell'ombra borghese degli amici più ricchi. Quelli che arrivano con veicoli così grossi da non riuscire a fare manovra nel cortile.
Hanno preparato la colazione sull'erba con tovagliati ecrù e spighe di grano secche da per tutto, perchè sia chiaro che si tratta di una colazione sull'erba. Che tanto di campagan qui attorno ce ne sono venti ettari mica di più.
Versano prosecco economico in bicchieri a goccia, e portano in tavola vassoi di salatini, laghi di salatini, fiumi di salatini. Oceani di salatini, giusto per vedere la bocca a cul di gallina delle donne trattate al napalm, Oh no, no grazie, prendine un altro, manò, grazie, basta così.
Hanno vestiti di lino, perchè a maggio una colazione sull'erba non può mancare dei vestiti di lino, del cappellino di paglia, e dei bicipiti torniti dei manzi sciolti.
Eppure dovrei avere un fucile da caccia, da qualche parte in cantina.
domenica, 25 maggio 2008
Ce lo siamo dimenticati, ma qualche giorno fa era calendimaggio: ed era così caldo che la sera si metteva il vino bianco in fresco e si cenava sulle logge, pensando già ai melloni estivi ed alle angurie.
Ed avevamo lucidato i nostri muscoli pettorali di maschi della specie piuttosto avanti cogli anni al solo del tramonto, menando fendenti con vanghe e zappe, scoppiandoci le vesciche nelle mani che dopo brucia.
Eppure ce lo siamo dimenticati di botto: che dopo è stato fiumi dal cielo, e coperte di lana grigia stese da un orizzonte all'altro, ma con la compulsione a piangere piogge infinite, grevi.
Per poco che sia, calendimaggio ha lasciato una bava di piacere sui nostri petti villosi di maschi della specie, parzialmente imbianchiti: ma era ieri,o forse vent'anni fa.
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