C'è qualcosa di più triste delle fidanzate dei giocatori di calcetto nei tornei amatoriali?
Le vedi agghindate come per una discoteca di provincia, i loro ginx cinesi da 200 euri e le loro scarpe cine si da 400 euri, fumando sigarette americane e gli occhi fortemente bistrate, appoggiate sulle panchine corrose dalla ruggine dei campi di periferia come stracci usati. Hanno l'espressione mista fritta di fidanzate piene di amore caldino, appena appena, che seguono questi bancari in versione dopolavoro così divertenti nei loro calzini azzurri e quall'accenno d'epa prominente dai mutandoni.
Alcune dicono eeeeeh, e oooooh, la più parte si annoia al suono delle bestemmie monocordi e senza fantasia.
Mi fanno una tristezza così profonda ed intensa, come un oracolo infallibile dei prossimi cent'anni in cui loro fidanzati lunghi e poi forse coniugi tardivi e surmaturi tutto si potrà dire di loro tranne che Ho tanta voglia di NON stare con te, adesso.
Che per noi vale questa idea lacera e contusa dell'amore, che è meglio fare malvolentieri e con la faccia che farei ad una conferenza internazionale di cucito una cosa che non si ha voglia di fare piuttosto che dire sì, ti amo anche di lontano.