sabato, 07 febbraio 2009
E poi i campi allagati, i posti sperduti, i cieli arrotolati, i cani arrabbiati, i volti ammaccati, i campi allagati. E le bimbe più belle, le bimbe più brutte, i bimbi biricchini, i tondi bicchierini.
I picchi rumorosi, i fossi fangosi, i canali maestosi. I castelli diroccati, i rustici ristrutturati, i pali della luce, i vigneti spolpati. E poi le strade deserte, le pozzanghere aperte, le lunghe distese, le curve sorprese.
E i campi allagati, i pali bagnati, i rampicanti spettinati, i tetti muschiosi, i muri ammuffiti.
I cani sguaiati, i pesci affogati, i venti piegati. Le viti bagnate, le piante di ciliegia, le colossali cascine, le bionde fascine. I cancelli arrugginiti, i campi allagati, i muri rovinati, gli alberi acuti, i baffi curati.
E poi il fiato spezzato, il respiro sudato.
Gli occhi curvati, le spalle pesanti, i peccatori e i santi.
domenica, 13 gennaio 2008
La gabbietta di pioggia stretta e fetente si straccia in broccati d'acquerello, e un paio di metri oltre l'orizzonte una palla gialla spicca uno spicchio fulgido ma appena meno freddo della notte appena archiviata.
L'Uomo Condizionato guarda fuori e sorride, scaldando i muscoli delle cosce, rattrappiti.
Oggi è gionrno d'amplessi metalliferi, e non altro.
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