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giovedì, 02 aprile 2009
 

In cui marzo, maledetto marzo

Marzo è come la più laida baldracca. Si veste in redingote luminosa, bianca di trine e macramè e t'abbaglia con i suoi giorni di luce, quando è così bello da offenderti gli occhi.
E nasconde bene sotto un'oncia di profumo di loglietto tagliato di fresco, di camomilla e tenere foglie di basilico il suo brutto cuore falso e mercenario, pronto a rifilarti una giornata di novembre quando ti aspetteresti una brezza asciutta e setosa.
Ti respira sul collo il suo fiato umido, appena ritoccato da caramelle alla menta, mentre ti sussurra nell'orecchio menzogne roride di pioggia come la notte di San Giacomo, appena spolverata di polvere di liquirizia.

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giovedì, 05 febbraio 2009
 

In cui la birra

Spreme via dagli occhi larghe manate di stanchezza, rattrappita all'ora di cena tra il fegato e una telefonata sbrecciata di scariche elettriche.
Scava via dalle budella l'amaro che quelle montagne di parole gli fermentano addosso, sempre qualcuno che è meno a dire di più.

Però stasera la stanchezza è bianco latte, con pois verdognoli sbaffiati di sangue guasto.

Stasera la stanchezza è palta fredda, applicata con cura meticolosa su ogni respiro, anche il più nascosto.
Anche quello che rimane dopo avere spento la luce, spento le labbra, spento la bile, spento il sussurro di un lapis sulla carta ruvida, quella di una volta.

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domenica, 25 maggio 2008
 

In cui calendimaggio

Ce lo siamo dimenticati, ma qualche giorno fa era calendimaggio: ed era così caldo che la sera si metteva il vino bianco in fresco e si cenava sulle logge, pensando già ai melloni estivi ed alle angurie.
Ed avevamo lucidato i nostri muscoli pettorali di maschi della specie piuttosto avanti cogli anni al solo del tramonto, menando fendenti con vanghe e zappe, scoppiandoci le vesciche nelle mani che dopo brucia.
Eppure ce lo siamo dimenticati di botto: che dopo è stato fiumi dal cielo, e coperte di lana grigia stese da un orizzonte all'altro, ma con la compulsione a piangere piogge infinite, grevi.
Per poco che sia, calendimaggio ha lasciato una bava di piacere sui nostri petti villosi di maschi della specie, parzialmente imbianchiti: ma era ieri,o forse vent'anni fa.


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